Lo sviluppatore di 140blood viene espulso da Facebook, ma su Twitter trova terreno fertile.

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twitter_spam Ancora un caso di spammer che sfruttano la popolarità delle reti sociali e la leggerezza dei navigatori, per inondare di spazzature le caselle di posta degli internauti.

Appena ieri vi raccontai dell’esperienza vissuta da un utente Facebook che ingannato dalle notifiche stava per consegnare i propri dati di login ad un malfattore/sviluppatore che ha creato un applicazione per Facebook capace di inviare notifiche contenenti URL che indirizzano l’utente su un fac-simile di Facebook per carpirne i dati.

Oggi una vicenda simile è stata scoperta su Twitter, e le due cose sono molto in attinenza, perché lo sviluppatore che ha creato l’applicazione, Patrick Shuy, era stato bannato da Facebook dove non poteva più tendere le sue trappole.

spam twitter

L’applicazione in questione si chiama 140Blood, e sotto le mentite spoglie di un MMORPG si cela un sistema di spamming che invia agli utenti quintali di messaggi contenenti spazzatura.

Cosi come le altre applicazioni, anche con questa si poteva accedere tramite autenticazione su Twitter, che a questo punto non fornisce nessuna sicurezza per gli utenti.

Inoltre l’applicazione è stata recensita da tantissimi siti e blog famosi, diffondendo viralmente questo distributore di spam.

Il fatto che lo sviluppatore sia stato espulso da Facebook, fa pensare, e ad oggi l’applicazione è ancora in attività e chissà quante vittime sta ancora mietendo. Speriamo che presto gli amministratori risolvano la situazione, e che si impegnino perché cose simili non accadano più.

Se siete stati vittima di 140blood, scoprite come revocare le autorizzazioni concesse su Twitter.

One Comment

  1. […] Forse come me, anche molti di voi utilizzano più account Twitter. Io ad esempio ne ho uno pubblico (@tuttovolume) collegato al blog, e un altro privato che uso per contattare i miei amici. A questi primi 2 successivamente se ne è aggiunto un altro, che utilizzo principalmente per testare le applicazioni, che come abbiamo visto appena ieri, spesso possono nascondere delle trappole insidiose, e inondare la casella di posta con decine di mail spam. […]

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